CLASSIFICA – I 10 tipi di esami universitari in cui ti sei imbattuto una volta nella vita

dicembre 5th, 2018
CLASSIFICA – I 10 tipi di esami universitari in cui ti sei imbattuto una volta nella vita
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Gli esami non finiscono mai, diceva De Filippo. E visto che siamo a Febbraio, in piena sessione invernale, ecco a voi la classifica dei 10 tipi di esame in cui imbattersi all’Università. Si va dalla tipica “Botta di culo” fino al “Colpo del bomber”: una graduatoria, stilata da , in cui c’è n’è per tutti i gusti. Esame superato permettendo.

 

1° POSTO: LA BOTTA DI CULO

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E’ il tipo di esame più ambito tra gli studenti universitari, quello che ti capita una volta nella vita, o anche meno. La Botta di culo si distingue per la totale impreparazione in cui versa il candidato: la notte prima degli esami la si passa a cercare di ripetere il nulla, visto che il nulla si è studiato fino a quel giorno. Al momento della verità, però, il professore ti chiede le uniche due cose che hai letto di sfuggita proprio quella mattina: il sogno si è avverato. 27 e tutti a casa.

 

2° POSTO: LA FREGATURA 

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E’ l’altro lato della medaglia della Botta di culo. E’ il karma che si riprende con gli interessi quello che ti aveva concesso la sessione precedente. Raccontiamo i fatti: studi tutto, ma proprio tutto. Slide, libro, libro supplementare, libro integrativo, wikipedia, post it, etimologia di ogni termine difficile presente nel testo: eppure, quando è il tuo turno il professore ti guarda e parla “Allora, mi parli del “kahdSAKLFHLAB”? E in quel momento realizzi che la vita fa schifo, che devi annullare la cena nel ristorante preferito che già avevi prenotato per festeggiare con i tuoi amici e ubriacarti come se non ci fosse un domani, che i tuoi non la prenderanno bene quando sapranno che sei stato bocciato dopo solo una domanda. Una sola.

 

 

3° POSTO: L’ODISSEA 

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Cosa ci può essere di difficile nel fare un esame? Niente. Ma pensava la stessa cosa Ulisse dovendo tornare a Itaca. E invece si rivelò ben più difficile del previsto. Hai l’esame il 27 alle 9.30, ti prepari e ti presenti tranquillamente. Arrivi in aula, scopri che purtroppo sei il 137° della lista. Il professore fa l’appello e scali dopo una settimana. Torni, convinto che almeno stavolta tocchi a te. Niente, aspetti tutto il giorno ma non fa in tempo a finire tutti che si fa notte. Torni il giorno dopo, aspetti altre 7 ore e finalmente tocca a te. C’è un però: non ti ricordi più niente, sei stanco, non mangi da ore, hai la gola secca, devi andare in bagno e hai mal di testa. Ti interroga per un’ora, passi da un assistente all’altro. E vai malissimo. Forse ci mettevi meno ad andare a Itaca.

 

 

4° POSTO: IL RAPIDO 

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L’ora di pranzo si avvicina, ci sono tantissimi studenti che aspettano di fare l’esame. Il professore verso le due esce dall’aula, chiede quanti ne mancano. Ce ne sono ancora 300, neanche fossero le Termopili. E il prossimo sei tu. Il professore si guarda intorno e ti dice: vieni. Vedi che negli occhi ha il cibo: hamburger al posto delle pupille e bava alla bocca. Entri ed esci dall’aula con la velocità di Beep Beep inseguito da Willy il Coyote. Non te l’aspettavi neanche tu, rimani a bocca aperta. E va pure bene.

 

 

5° POSTO: LA PASSEGGIATA 

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Per te fare un esame è come andare a comprare un giornale, scendere dal letto, bere un bicchier d’acqua (senza perdersi). Studi con calma, hai il tempo di ripassare, sei tranquillo e sicuro. Vai all’esame senza neanche pensarci, nessuna ansia, sai di aver studiato. Entri, dici tutto quello che chiede, prendi 30 ed esci. Fischiettando e con le mani in tasca. I compagni ti guardano con la bocca spalancata come se avessero visto un UFO.

 

 

6° POSTO: L’INTERROGATORIO 

The Dark Knight

Dov’eri il 28 ottobre a mezzanotte? L’esame inizia più o meno così. Stanza buia con una luce piantata in faccia. E raffica di domande: chi l’ha fatto? Quando è nato? Dove? Perché? Che tempo c’era quel giorno? Come si chiamava il nonno paterno? Non fai neanche tempo a rispondere che già te ne fa un’altra. E in tutto ciò l’unica domanda che ti fai è: che ci faccio qui?

 

 

7° POSTO: IL MONOLOGO

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Entri nell’aula convinto che sia il tuo esame, di dover parlare a lungo e spiegare quello che hai studiato. Ti sbagliavi. Ti siedi e il professore inizia a parlare, poi ti fa una domanda e praticamente risponde lui, continuando a parlare. Ti basta annuire e dire “Sì, sì”, poi ci aggiungi qualche “giusto” e “esattamente” e il gioco è fatto. Esame passato senza neanche sapere come.

 

 

8° POSTO: LA TRINCEA 

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La mattina, al posto della sveglia, hai il discorso di Full Metal Jacket. Ti svegli con la grinta giusta per affrontare l’esame. Poi ti vesti: pantaloni militari, tuta mimetica ed elmetto. Sei pronto, puoi affrontare la tua battaglia. Un esame è una battaglia, l’università è una guerra. Una battaglia si può perdere, la guerra no. L’esame comincia subito male, è un assalto del professore. Domande continue, risposte balbettanti. Sei in trincea e ti difendi come puoi, provando comunque a rispondere, a dire qualcosa. Qualsiasi cosa, pur di non stare zitto. Le sue domande sono come bombe a mano che provi a schivare con astuzia. Alla fine, lottando nel fango e difendendoti, riesci a strappare il 18.

 

 

9° POSTO: IL BALZATO 

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E’ l’esame che non fai. Eppure ci avevi provato. Leggi, studi, sottolinei ma niente, non ti entra in testa. Decidi comunque di provarci, vuoi fare un tentativo. Esistono due versioni del Balzato. Nella prima ti presenti all’appello, vai in Università convinto di farcela. Il professore legge il tuo nome durante l’appello e te la fai sotto. Prima che possa toccare a te scappi, una ritirata degna di Caporetto. La seconda versione è ancora più vile: ti iscrivi all’appello ma poi non hai il coraggio neanche ti presentarti. La decisione la prendi la sera prima, preferendo almeno dormire qualche ora in più. Gli incubi però tartasseranno il tuo sonno.

 

 

10° POSTO: IL COLPO DEL BOMBER

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Dell’esame, puoi ammetterlo, te ne frega poco. Hai studiato un po’, sì, ma non è quello che conta. Arrivi all’esame tonico, alito profumato, capelli in ordine, abbigliamento casual. Sei pronto. Non per il 30 (neanche per un 25 probabilmente), ma per fare colpo. Prima dai un occhio in giro, studi le prede. Poi da grande bomber quale sei piazzi il colpo, ti siedi vicino e inizi a parlare con la più bella del corso. Ti dimentichi di fare l’esame, ma ottieni quello che per te è il 30 più importante. Anzi, il 339: il suo numero.

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