Università di Torino, salta il numero chiuso a Psicologia. Studenti: “Governo lo elimini”

giugno 8th, 2018
Università di Torino, salta il numero chiuso a Psicologia. Studenti: “Governo lo elimini”
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L’Università di Torino non ha rispettato i requisiti minimi del numero chiuso mettendo un filtro a suo piacimento. Questo quanto emerge dalla del Tar sul numero chiuso a Psicologia. I giudici amministrativi hanno così bocciato il test d’ingresso e il numero chiuso tentato da 1700 studenti per 410 posti disponibili.  

Il problema è come sempre il sottofinanziamento all’Università in Italia, cristallizzato nelle parole di Allandro Zennaro, diretto del dipartimento di Psicologia: “Il problema è che noi non abbiamo neanche una minima parte delle risorse, tra cui spazi e personale, per accogliere tutte le richieste”. Ma questa giustificazione secondo i giudici amministrativi non possono poggiare sul dettato legislativo che l’ateneo può fare “solo per i motivi previsti dalla legge”. 

Insomma l’equazione aumentano gli studenti, quindi aumentiamo il numero chiuso non rispetta la legge (tranne i numeri programmati a livello nazionale come Medicina e Architettura). La sentenza richiama l’articolo 2 della legge 264 del ’99, in cui si parla di laboratori ad alta specializzazione o dell’obbligo di tirocinio come requisiti del numero chiuso. Secondo il Tar, non è il caso di Psicologia, «perchè quanto prospettato dall’ateneo non risulta differire in alcun modo da comuni lezioni frontali». 

Il test incriminato non era nato sotto i migliori auspici. Nove domande, su 70, erano di cultura generale, “materia” non prevista nel bando. Di fronte alle rimostranze, l’ateneo aveva annullato dai risultati il conteggio di quelle domande. Esulta l’Udu, Unione degli Universitari, l’organizzazione studentesca che ha portato avanti il ricorso e che si batte per l’abolizione dei numero chiuso su tutto il territorio nazionale. «È una decisione rivoluzionaria: ricorda che non basta il sovraffollamento per decidere il numero chiuso», dice l’avvocato Michele Bonetti, secondo cui la sentenza avrà un effetto a cascata, obbligando l’Università ad abolire altri numeri chiusi. «Faremo una valanga di ricorsi e siamo pronti a fare un esposto alla Corte dei Conti per danno erariale». Per Valeria Sartori, coordinatrice Udu Torino, si tratta di “una vittoria storica”.

Elisa Marchetti, coordinatre nazionale Udu: “Ora l’Ateneo prenda atto di quanto accaduto: sospenda l’efficacia della delibera degli organi accademici relativa all’introduzione del numero chiuso a Psicologia anche per quest’anno e porti il corso al libero accesso”. Ma dall’Università non sembra cedere. E non per problemi politici ma economici: “Valutiamo la possibilità di fare ricorso al Consiglio di Stato”, è la linea scelta per il momento. 

 

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