General Data Protection Regulation o GDPR, di che si tratta?

giugno 13th, 2018
General Data Protection Regulation o GDPR, di che si tratta?
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Il Regolamento generale per la protezione dei dati personali n. 2016/679 ( o GDPR) è la normativa di riforma della legislazione europea in materia di protezione dei dati.

Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale europea il 4 maggio 2016, è entrato in  vigore il 24 maggio 2016, ma la sua attuazione avverrà a distanza di due anni, quindi dal 25 maggio 2018
Trattandosi di un regolamento, non necessita di recepimento da parte degli Stati dell’Unione e verrà attuato allo stesso modo in tutti gli Stati dell’Unione senza margini di libertà nell’adattamento. Il suo scopo è, infatti, la definitiva armonizzazione della regolamentazione in materia di protezione dei dati personali all’interno dell’Unione europea. In tal senso, quindi, non vi sarà una normativa italiana in materia, quanto piuttosto dei chiarimenti in relazione ad alcuni aspetti, ad esempio sui poteri dell’. 

Il nuovo regolamento è più esplicito della , proclamando la tutela del diritto alla protezione dei dati personali inteso come diritto fondamentale delle persone fisiche.  

Art. 1 par. 2 
Il presente regolamento protegge i diritti e le libertà fondamentali delle persone fisiche, in particolare il diritto alla protezione dei dati personali

 

In quest’ottica il principio cardine del nuovo regolamento è costituito dall’autodeterminazione informativa, un concetto ben noto in Germania dove la Corte Costituzionale ha dichiarato che è una condizione necessaria per il libero sviluppo della personalità del cittadino e e anche un elemento essenziale di una società democratica. 

 

Approccio risk based e responsabilizzazione 

Il regolamento pone con particolare enfasi l’accento sulla responsabilizzazione (accountability – in realtà la traduzione italiana non rende l’idea perchè accountability vuol dire “dover rendere conto del proprio operato” – ) del  e dei , che si deve concretizzare nell’adozione di comportamenti proattivi a dimostrazione della concreta (e non meramente formale) adozione del regolamento. In particolare si evidenzia la necessità di attuare misure di tutela e garanzia dei , con un approccio del tutto nuovo che demanda ai titolari il compito di decidere autonomamente le modalità e i limiti del trattamento dei dati alla luce dei criteri specifici indicati nel Regolamento: 

– “, in base al quale i prodotti e i servizi dovranno essere progettati fin dall’inizio in modo da tutelare la privacy degli utenti, cioè il trattamento deve essere previsto e configurato fin dall’inizio prevedendo le garanzie per tutelare i diriti degli interessati; 
– , inteso come valutazione dell’impatto negativo sulle libertà e i diritti degli interessati. 

L’approccio del GDPR, più centrato sulla protezione dei dati invece che sull’utente medesimo, rappresenta in un certo modo un evidente passo indietro rispetto alla precedente normativa. Si tratta di un approccio basato sulla  (risk based), con il quale si determina la misura di responsabilità del titolare o del responsabile del trattamento, tenendo conto della natura, della portata, del contesto e delle finalità del trattamento, nonché della probabilità e della gravità dei rischi per i diritti e le libertà degli utenti. 
Un approccio risk based ha l’evidente vantaggio di pretendere degli obblighi che possono andare oltre la mera conformità alla legge, è sicuramente più flessibile e adattabile al mutare delle esigenze e degli strumenti tecnologici, ma ha anche lo svantaggio di delegare all’azienda la valutazione del rischio, rendendo più difficili le contestazioni in caso di violazioni. 

Inoltre, un approccio del genere considera più rischioso il trattamento dei dati di un minore rispetto a quelli di un adulto, come se i diritti di un adulto fossero meno fondamentali di quelli del bambino, e pone maggiore atttenzione al trattamento di un grande insieme di dati, laddove è pacifico che anche il trattamento di pochi dati può comportare un danno per i singoli. E’, quindi, un approccio che tiene in maggiore considerazione le esigenze delle aziende, rendendo meno burocratica la gestione dei dati, con l’evidente effetto che aziende di minori dimensioni avranno minori obblighi, essendo questi parametrati anche all’organizzazione della stessa.

Le nuove norme prevedono, inoltre: 

– per i cittadini un più facile  alle informazioni riguardanti i loro dati e le  e modalità di trattamento degli stessi; 
– un  che consentirà di trasferire i dati personali tra i vari servizi online; 
– l’istituzionalizzazione del  (denominato  nel regolamento) come previsto dalla Corte di Giustizia europea, che consentirà di chiedere ed ottenere la rimozione dei dati quando viene meno l’interesse pubblico alla notizia; 
– l’obbligo di notifica da parte delle aziende delle  dei cittadini; 
– le aziende dovranno rispondere alla sola  dello Stato nel quale hanno la sede principale (); 
–  fino al 4% del fatturato globale delle aziende in caso di violazioni delle norme. 

 

Base giuridica del trattamento

Il nuovo regolamento pone l’accento sul principio della trasparenza, in un’ottica di rispetto della . Occorre, quindi, valutare attentamente gli scopi del trattamento, in modo da stabilire correttamente quali dati possono essere trattati e quali no (principio di essenzialità dei dati). 

Con il GDPR, inoltre, i titolari del trattamento dovranno identificare la  (ad esempio il  dell’interessato) e documentarla, in quanto in relazione alla base giuridica possono variare i diritti. Ad esempio, è stato rafforzato il  nel caso di trattamenti basati su consenso.
Inoltre, la base giuridica è tra gli elementi essenziali dell’ e deve essere evidenziata in riscontro ad una istanza di accesso. 

 

Trasparenza e conformità al regolamento

Il regolamento europeo prevede una serie di obblighi proattivi, a dimostrazione della concreta, e non meramente formale adozione del regolamento stesso. In tale ottica la predisposizione e l’aggiornamento della documentazione è essenziale, in quanto indice di corretta implementazione delle norme: 

– documentazione attestante i trattamenti svolti (; , ); 
– documentazione attestante il rispetto dei diritti degli (, moduli raccolta ); 
– documentazione di ripartizione ruoli e responsabilità (contratti e nomine dei  e ; procedure interne, ecc…); 
– documentazione attestante le misure di sicurezza implementate. 

 

Ambito di applicabilità materiale e territoriale

Il Regolamento generale si applica ad ogni “trattamento interamente o parzialmente automatizzato di dati personali e al trattamento non automatizzato di dati personali contenuti in un archivio o destinati a figurarvi“. 

Per quanto riguarda l’ambito territoriale, il regolamento si applica ad ogni  che ha ad oggetto , e a tutti i  (controller) e (processor) del trattamento , ma anche in generale a quelli che, offrendo beni e servizi a persone residenti nell’Unione, trattano dati di residenti nell’Unione europea (art. 3 del Regolamento). In tal modo la sua applicazione non è limitata alle sole aziende che si trovano in Europa, ma tutela tutti gli interessati che risiedono nel territorio dell’Unione indipendetemente da dove si attua il trattamento dei loro dati. 

Il regolamento, invece, non si applica nei seguenti casi: 
– trattamenti effettuati per attività che non rientrano nell’ambito di applicazione del diritto dell’Unione; 
– trattamenti effettuati dagli Stati membri nell’esercizio di attività che rientrano nell’ambito di applicazione del titolo V, capo 2, del Trattato dell’UE (politica estera e sicurezza); 
– trattamenti effettuati dalle autorità competenti a fini di prevenzione, indagine, accertamento o perseguimento di reati o esecuzione di sanzioni penali, incluse la salvaguardia contro minacce alla sicurezza pubblica e la prevenzione delle stesse (vedi ); 
– trattamenti effettuati da una persona fisica per l’esercizio di attività a carattere esclusivamente personale o domestico (vedi ). 

 

Prepararsi al GDPR

Il GDPR è un complesso meccanismo composto da un elevato numero di ingranaggi, per cui sarà estremamente complicato per le aziende prepararsi al GDPR. Provando a sintetizzare, occorre che le aziende compiano una revisione completa dei dati che raccolgono e trattano, verificando le basi giuridiche per tali trattamenti e quale è l’impatto di tali trattamenti per gli interessati. Una volta fatto, occorre comunicare tutto ciò all’esterno, precisando anche quali diritti hanno gli individui in relazione a tali trattamenti. Quindi potremo riassumere in responsabilità e trasparenza i principi generali del GDPR. 

– verifica della preparazione del personale ed eventuale aggiornamento sulle nuove regole;
– verifica dei dati trattati, con  in modo da distinguerli tra loro, verifica della  e della  del trattamento e eventuale redazione del ; 
– aggiornamento dell’, informando correttamente (e in maniera comprensibile) gli interessati della base giuridica del trattamento dei dati e dei  (rettifica, cancellazione, oblio); 
– verifica della procedura per ; 
– verifica delle modalità di ottenimento del  e di una procedura per verificare l’; 
– eventuale ; 
– instaurazione di una ; 
– eventuale designazione di un ; 
– stabilire correttamente l’ alla quale si è soggetti. 

 

La Guida del Garante italiano

L’) ha pubblicato una Guida () che offre un panorama delle principali problematiche che imprese e soggetti pubblici dovranno tenere presenti in vista della piena applicazione del regolamento. Sono presenti raccomandazione specifiche e suggerite azioni, oltre a segnalare le principali novità, in vista della preparazione all’attuazione del nuovo regolamento. 

 

Timeline del GDPR

7 dicembre 2011 – Rivelata la prima bozza della proposta di riforma
25 gennaio 2012 – Pubblicata la  della proposta della Commissione di riforma della normativa sulla protezione dati
7 marzo 2012 –   dell’European Data Protection Supervisor 
20 marzo 2012 –  del 
11 gennaio 2013 – Philipp Albrecht, relatore per il Parlamento europeo, pubblica il suo rapporto sulla riforma
12 marzo 2014 – Il Parlamento europeo approva in prima lettura la propria versione del regolamento (cioè il testo approvato dalla Commissione LIBE nell’ottobre del 2013) 
15 giugno 2015 – Il Consiglio dell’Unione europea approva in prima lettura la sua versione del regolamento. Si passa al “trilogo” (dialogo a 3) 

TRILOGO 

24 giugno 2015 – Meeting: definizione tabella di marcia del trilogo
14 luglio 2015 – Meeting: campo di applicazione territoriale (articolo 3), trasferimenti internazionali (Capitolo V)
16-17 settembre 2015 – Meeting: principi di protezione dei dati (capitolo II), diritti della persona interessata (capitolo III), Controller e processore (capitolo IV)
29-30 settembre 2015 – Meeting: principi protezione dei dati (capitolo II), diritti delle persone interessate (capitolo III), controller e processor (capitolo IV)
15 ottobre 2015 – Trilogo: autorità indipendenti di vigilanza (capitolo VI), cooperazione e coerenza (capitolo VII), rimedi, responsabilità e sanzioni (capitolo VIII)
28 ottobre 2015 – Meeting: autorità indipendenti di vigilanza (capitolo VI), cooperazione e coerenza (capitolo VII), rimedi, responsabilità e sanzioni (capitolo VIII)
11-12 novembre 2015 – Meeting: obiettivi e campo di applicazione materiale (capitolo I), regimi specifici (capitolo IX)
24 novembre 2015 – Meeting: questioni aperte dal primo capitolo al nono
10 dicembre 2015 – Meeting: atti delegati e di esecuzione (Capitolo X), disposizioni finali (capitolo XI), questioni in sospeso
15 dicembre 2015 – Accordo a conclusione del trilogo

APPROVAZIONE e ADOZIONE

15 dicembre 2015 – Il Parlamento e il Consiglio raggiungono l’accordo, il testo è definitivo dopo la firma del gennaio 2016
8 aprile 2016 – Il Consiglio dell’Unione europea adotta il GDPR
12 aprile 2016 – La Commissione LIBE del Parlamento europeo approva il GDPR che quindi passa in plenaria 
16 aprile 2016 – Il Parlamento europeo adotta il GDPR
4 Maggio 2016 – Pubblicazione del GDPR nella Gazzetta Ufficiale dell’UE
24 maggio 2016 – Il GDPR entra in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
13 dicembre 2016 – Il Gruppo Articolo 20 adotta le linee guida per su alcuni aspetti del GDPR 

ATTUAZIONE

25 Maggio 2018 – Il GDPR diventa applicabile dopo un periodo di 2 anni dall’adozione

 

Infografica del Consiglio dell’Unione europea (fonte: )

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