Elisa Luccioni

Erasmus Stories

Studentessa di Marketing in Luiss: Italiana di nascita, SPAGNOLA d'adozione! Religiosamente devota ai fiori, al girlpower e alla felicità! Feel free to follow me en mi segundo Erasmus en España: San Sebastian(Donostia)!

Ri-visitare Barcellona: Bar Marsella

novembre 2nd, 2017
Ri-visitare Barcellona: Bar Marsella
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Probabilmente nessuno (o pochissimi) di voi può avere la mia stessa visione di Barcellona ed anche se non è la città nella quale mi trovo attualmente in Erasmus, penso che questa mia piccola iniziativa possa essere utile non solo a voi lettori ma anche alle persone che nel prossimo semestre la visiteranno.

È la città del mio cuore e penso che nessuna possa essere paragonata a Lei, se non la mia sola Roma.

Il bello di Barcellona è che ci sono talmente tante cose da visitare che un semestre lì non è sufficiente, dato che c’è sempre qualcosa di nuovo o qualcosa che si aveva trascurato la volta precedente.

Barcellona è viva… nonostante i disagi attuali, ma quelli sono altri discorsi.

Ci sono alcune cose di questa città che vanno assolutamente visitate, ma che vengono totalmente ignorate dai turisti: per questa ragione ecco a voi una brevissima lista (che inizia con il primo articolo di oggi) di quelle che per me sono le sue pietre preziose, conosciute solo a coloro che la riescono a vivere a pieno.

1. Bar Marsella

Agli occhi di chiunque passi per il Raval e lo incontri per caso, nell’angoletto tra Carrer de Sant Pau e Carrer de Sant Ramon, potrebbe sembrare un bar squallido e trascurato, facendosi trarre in inganno dalle tende ingrigite che nascondono la vista agli sguardi dei distratti passanti. Niente di più sbagliato: è il perfetto caso di “l’abito non fa il monaco”… o “le tende non fanno il locale”.

Vorrei citare una parte dell’articolo scritto dal sito “Nuok” che ho letto e riletto a tutte le persone che ho portato in questo magico posto.

“Nel Bar Marsella, fondato nel 1820, si viene catapultati indietro nel tempo fino al XIX secolo, all’, quando artisti, scrittori, musicisti e attori facevano dei Café i loro luoghi d’incontro e conversazione, alla ricerca di svago e d’ispirazione artistica. Illustri personaggi hanno legato la propria presenza al bar Marsella: ad esempio  e , le cui eccentriche personalità sembrano riflettersi nelle atmosfere del locale; o , inviato in Spagna come corrispondente per la North American Newspaper Alliance, ai tempi della Guerra civile spagnola; o ancora, , il cui laboratorio si trovava nel quartiere El Born, non lontano dal Raval. Viene da chiedersi se è proprio fra le mura del Marsella che questi grandi nomi del passato abbiano trovato l’ispirazione per creare qualcuno dei loro capolavori. Da artisti del passato ad artisti del presente. Chi ha visto il film di , ““, forse ricorderà che una delle scene è stata girata proprio al Marsella: intorno al minuto 0:47, Cristina, interpretata da , incontra Juan Antonio () e i suoi amici in un bar, il Marsella appunto. Oggi il Marsella è frequentato praticamente da tutti: dai residenti e gli artisti locali fino ai turisti e agli studenti, offrendo una varietà di “tipi sociali” senza dubbio stimolante.”

 

In questo locale c’è una particolare tradizione che non ho mai mancato di rispettare: bere il famosissimo assenzio. Si tratta di un assenzio quasi unico, dal colore giallo e dal sapore intenso. Per berlo adeguatamente bisogna seguire la seguente procedura: il bar-man vi darà una bottiglietta d’acqua nel cui tappo farà un forellino con un ago, da questo uscirà un filo d’acqua che andrà a sciogliere lentamente la zolletta di zucchero appoggiata sulla forchettina che avrete precedentemente posizionato sui bordi del bicchiere che contiene il vostro assenzio.

Nobile è il posto grazie ai personaggi che lo hanno visitato nel passato e nobile è anche l’arte del pazientare: il segreto per potersi godere l’assenzio “così come si deve” è lasciar scendere lentamente l’acqua, goccia dopo goccia sulla zolletta di zucchero, per evitare che l’assenzio puro venga eccessivamente diluito, diventando una poco gradevole brodaglia annacquata (come ha fatto il mio ragazzo poco pazientemente coff coff).

Spero questo post abbia suscitato la vostra curiosità e vi abbia stimolato ad aggiungere alle meraviglie di Barça da visitare anche questa piccola magica tappa, che vi sorprenderà, magari anche ispirandovi (dato che potreste esservi seduti sulla stessa sedia dove posarono il fondo schiena Dalí, Gaudí, Heminguay e Picasso).

Mica male no?

 

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