Marzia Marchetta

Erasmus Stories

Classe 1997, originaria di Matera, studentessa di Giurisprudenza a tempo (quasi) pieno presso l'UniBG; attualmente in Erasmus a Groningen (NL)

Hello, nice to meet you!

ottobre 3rd, 2017
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Un mese fa mi sono trasferita qui a Groningen (Groninga, com’è conosciuta in Italia), ma mi sembra di esserci sempre vissuta. Dovendo studiare per un esame in Italia non ho potuto godermi appieno le prime due settimane, questo, però, non mi ha impedito di visitare la città e conoscere altre persone.
Groningen è una città di 202mila abitanti, situata al nord dell’Olanda e capoluogo della provincia omonima. È famosa per vari motivi: in primis per le sue due università (la Hanzehogeschool e la Rijksuniversiteit o semplicemente RUG), in secundis per essere la città olandese che più favorisce l’uso della bicicletta.

Nella foto si vede il Grote Markt, centro della città di Groningen in cui si trovano importanti edifici storici: la Martinitoren/Martini Tower (purtroppo non è quello che pensate, è uno dei pochi luoghi in cui non c’è alcol), l’Ufficio D’Oro e il Municipio.
Una città universitaria a tutti gli effetti: a misura d’uomo (né troppo piccola, né troppo grande; si può arrivare da un punto all’altro della città in soli 15-20 minuti di bici), c’è sempre qualcosa da fare, non è particolarmente caotica, le persone del posto sono sempre disponibili e gentili e tutti conoscono l’inglese. Sì, anche il vecchietto di 80 anni che si incontra al mercato del sabato. Credo che quest’ultimo elemento sia un punto di forza di questa città (e dell’Olanda in generale): ti fa sentire “al sicuro”, perché hai la certezza che in caso di bisogno potrai sempre comunicare con qualcuno e ricevere aiuto.

Come anticipato prima, il principale mezzo di locomozione è la bicicletta. Tutte le strade della città sono dotate di ottime piste ciclabili. Per gli studenti vi sono molti esercizi commerciali che permettono di affittarle per un periodo minimo di 6 mesi ad un massimo di un anno, pagando un all-inclusive rent che comprende: manutenzione, riparazione, cambio della bici in caso di furto (il che pare sia molto frequente in Olanda, ecco perché consigliano di non comprarne una nuova). La città è dotata di ottime piste ciclabili, poche vie ne sono sprovviste e gli automobilisti sono molto “rispettosi” nei riguardi di chi va in bici, a meno che qualcuno non voglia fare il cretino. L’inverno è duro anche per i ciclisti, sia per le frequenti piogge che per il freddoma ci si abitua presto (almeno, io sono ancora integra). Il costo della vita è sicuramente più alto di quello italiano, se si prende come riferimento il costo di una grossa spesa media per uno studente, tuttavia qui a Groningen per tutta la settimana -ad esclusione del lunedì e del mercoledì- è possibile acquistare al mercato cittadino ottimi prodotti a basso costo, sopratutto il pesce. Ho avuto l’onore di pagare 2€ quattro sogliole, cosa che in Italia non sarebbe mai accaduta.

Per quanto riguarda gli alloggi, come ogni città universitaria, anche qui la domanda è nettamente superiore all’offerta. Tuttavia, le due università hanno varie convenzioni che assicurano a parte dei loro studenti di avere un alloggio, sopratutto agli studenti di scambio. Io ho usufruito di uno di questi: pago un all-inclusive rent in cui sono inclusi spese per acqua/gas/internet/riparazioni etc; condivido la stanza con un’altra ragazza di nazionalità spagnola (inutile dire che con lei non ho bisogno di parlare in inglese); condivido il bagno e la cucina con altre 9 persone. Inizialmente pensavo che sarebbe stato un incubo, ma per mia fortuna sono in perfetta coordinazione con i miei coinquilini. Sarà perché 7 su 9 sono spagnoli e quindi hanno i miei stessi ritmi? Probabile. Sicuramente in questi casi bisogna tirar fuori lo spirito di adattamento (o sopravvivenza?) e rinunciare a qualche “lusso” e se non si è disposti a farlo, allora non potrete mai essere un “exchange student”. Il che non è positivo. Sono proprio queste piccole “sfide” che ti permettono di crescere e di smussare i tuoi lati più difficili, quelle che ti permettono di conoscere meglio te stesso e i tuoi limiti. Sicuramente qualcuno dirà che questo è un elemento secondario, che non è “sufficiente” a giustificare la scelta di uno scambio Erasmus. Invece è importante. Viviamo in un mondo in cui si pensa troppo al “secondo fine” di tipo materiale-economico, che mai si sofferma sugli aspetti “umani” di alcune esperienze. Forse è per questo che si sta verificando un “declino” culturale da un po’ di anni a questa parte.
Vi lascio con questa piccola riflessione e vi aggiornerò al più presto con nuove informazioni riguardo il sistema scolastico olandese. Tot ziens!

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