Tam Town, una piazza virtuale per trovare lavoro. Il founder:”meglio devolvere i soldi ad una onlus che fondare una start-up in Italia”

giugno 16th, 2013
tam town

Il team della start-up “Tam Town”

 

Ci sono voluti 35 mila euro di investimento per creare la start-up Tam Town, piazza virtuale che si propone di trovare il lavoratore più adeguato a soddisfare le necessità degli utenti in tempi strettissimi.

“Avrei fatto meglio a devolverli ad una Onlus! Dei 35 mila euro che sono serviti, una buona parte è andata allo Stato. Notaio, avvocato, commercialista – e poi anche la tassa della camera di commercio”. In Italia è così, ha spiegato Simone Graglia, founder di Tam Town che ha creduto nel progetto insieme agli altri soci, tutti studenti universitari alla Facoltà di Ingegneria logistica del Politecnico di Torino.

Al momento, continua, la prima versione del sito, “non presenta forme di guadagno per noi”. “Abbiamo lanciato un test per far conoscere il servizio. Presto, però, lanceremo la nuova versione che ci consentirà di avere dei guadagni, perché sarà completamente focalizzata sulla domanda”, ha detto.

“Non siamo un portale di annunci. Mi fa arrabbiare molto quando si fa confusione in merito. Tam Town significa passaparola in città. Nasce da un’esigenza: è uno strumento che ci serviva e che non esisteva sul mercato. E’ focalizzato sulla richiesta: quando ti serve un elettricista, una baby sitter, un idraulico, puoi mettere una richiesta geolocalizzata e personalizzata su Tam Town. Ti serve un dog sitter a Milano dall’una alle due di domani? Si salda la richiesta e il sistema interagisce, comunica con tutte quelle persone che hanno dato disponibilità a fare quel determinato servizio. Il sistema manda una mail a ogni utente e li avvisa che c’è una richiesta che può essere interessante per loro. Queste persone interagiscono con la domanda e inviano dei preventivi. A quel punto sta alla domanda scegliere in base al prezzo, alla qualità del servizio, al profilo di questa persona e alla sua affidabilità”, spiega.

“Sono tante le persone che grazie a noi hanno trovato un lavoro, un impiego, un lavoretto”, ha detto. Su Tam Town, per il momento, ci sono utenti come Matteo S. che offre lezioni di chitarra, pianoforte e solfeggio e Vita B., cuoca a domicilio. Tam Town, però, vorrebbe ospitare anche offerte dal carattere innovativo come “fare la spesa per altri” e “spazzare la neve dal viale per altri”. All’estero, Task Rabbit e Craiglist, piazze virtuali per cercare lavoro, hanno raggiunto oggi un grandissimo successo. Un’idea molto simile, in Italia, ha bisogno di più tempo, forse.

A.Z.

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