Al Salone dell’educazione di Genova, Profumo presenta la nuova scuola del futuro

novembre 16th, 2012
Al Salone dell’educazione di Genova, Profumo presenta la nuova scuola del futuro
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Il ministro dell’Università e ricerca, Francesco Profumo, torna ad esprimersi nello scontro scuola- educazione-governo. In occasione della fiera “Abcd” che si sta tenendo in questi giorni a Genova in cui si vedono riuniti gli stati generali della scuola, Profumo, inaugura telefonicamente la nuova scuola del futuro, costituita non da materiale cartaceo bensì tecnologico.

Tra i progetti più innovativi è stata presentata la prima piattaforma realizzata da Giunti Scuola, Intel, Microsoft Italia e Paperlit. Un mix innovativo di device mobili di ultima generazione, software e servizi online, costruito in particolare attorno alla prima applicazione interattiva per la scuola espressamente studiata per Windows 8, la sua interfaccia e le funzionalità touch.

Il ministro Profumo ha dichiarato di puntare «sul processo di trasformazione della scuola grazie alle tecnologie. Nell’Agenda Digitale Italiana sono state inserite norme che prevedono l’uso esclusivo di libri digitali». Una previsione che consentirà un risparmio sulla spesa media per i libri di un 20-30% all’anno, somme che dovrebbero essere indirizzate all’acquisto di tablet, hardware, lavagne interattive multimediali e software per creare lezioni digitali, destinati a diventare lo strumento principe per l’apprendimento scolastico.

Dice il Ministro ”siamo di fronte a un passaggio epocale, come è avvenuto con Gutenberg e l’invenzione della stampa a caratteri mobili, i risultati ottenuti finora dimostrino che la scuola è capace e reattiva. Stiamo dando segnali di innovazione”. Il direttore del dipartimento di programmazione e gestione risorse umane, finanziarie e strumentali del Miur, Giovanni Biondi, ha altresì aggiunto: «per l’innovazione tecnologica nelle scuole saranno stanziati, sulla base di un accordo siglato con le Regioni, circa 70 milioni di Euro, di cui quasi 30 per il sud, reperiti attraverso fondi europei. Saranno utilizzati soprattutto per connettere le scuole più piccole, ubicate in zone isolate e consentire così l’insegnamento a distanza».

Un nuovo servizio che permetterà agli studenti di entrare nel mondo del sapere in modo interattivo costruito per la prima volta con linguaggi “live” tipici della loro generazione.

Giovanna Padalino

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