Spending review, appello a Monti: “discriminazione inconcepibile” per gli extracomunitari

luglio 16th, 2012

La Spending review sembra aver individuato un altro pollo da spennare ed è subito polemica: insieme ai fuoricorso, minacciati dall’aumento delle tasse anche gli studenti universitari non comunitari. All’interno della manovra correttiva figura, infatti, una norma che è stata accusata di “discriminazione al limite del razzismo” perché permetterà agli atenei di aumentare, senza nessun limite, le tasse universitarie destinate agli studenti extracomunitari.

I giovani universitari appartenenti alla seconda generazione di immigrati, nati e cresciuti in Italia, non hanno ottenuto la cittadinanza. Ora, però, la revisione della spesa pubblica li colpisce in nome di un sacrificio comune per il Paese. Ma loro non ci stanno. Un gruppo di associazioni studentesche, insieme a singoli attivisti di origine straniera, ha scritto una lettera indirizzata al min. Andrea Riccardi, al min. Francesco Profumo e al pres. Mario Monti, per dire no ad “inutili discriminazioni”, che, sottolineano, “ricordano fasi della storia che si pensavano dimenticate”. “La norma prevede che il limite del 20% del rapporto tra tasse studentesche prelevabili dagli studenti in rapporto al finanziamento dello Stato non valga per gli studenti extracomunitari, tra i quali i tanti G2 che non hanno accesso alla cittadinanza italiana a causa di una norma arretrata che questo governo si era impegnato a modificare”, recita l’appello.

“La crisi di finanziamento delle università italiane non può essere risolta attraverso l’aumento delle tasse a carico degli studenti italiani e delle seconde generazioni. E’ per questo che chiediamo non semplicemente la modifica di questa norma ma la sua cancellazione. Se l’università è pubblica, pubblico deve essere il suo finanziamento”.

Khalid Chaouki, responsabile del forum Nuovi italiani per le seconde generazioni del PD, ci ha detto: “Nel momento in cui il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano continua a ribadire la necessità di riconoscere piena cittadinanza e parità di trattamento ai figli degli immigrati – ovvero alla cosiddetta seconda generazione – la decisione di non prevedere alcun tetto all’aumento delle tasse universitarie solo per gli studenti non comunitari ci pare surreale e priva di alcuna giustificazione”. E incalza: “Si tratta di una discriminazione inconcepibile nel primo governo che ha previsto un ministro dedito all’integrazione. Il nostro appello ha raccolto oltre duecento firme di studenti figli di immigrati, associazioni studentesche italiane e non solo. Sul tema vigileremo nella speranza che il governo ritiri l’odiosa norma dalla Spending review. Altrimenti ricorreremo alla mobilitazione di piazza: insieme, italiani e nuovi italiani, diremo no alle discriminazioni e all’aumento delle tasse su base etnica”.

Angela Zurzolo

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