Yepp: largo ai giovani!

febbraio 8th, 2011

Il magnifico belvedere di San Leucio a Caserta ha fatto da cornice all’edizione 2011 dello YEPP, lo Youth of the European Peolple’s Party.

27 Paesi dell’Unione Europea, 100 delegati da tutto il mondo per quattro giornate di attività, dibattiti e confronti tra i giovani politici del futuro. Opportunità, futuro, libertà e condivisione sono i maggiori temi affrontati tra i giovani che aderiscono al Ppe. “Queste manifestazioni sono la strada giusta per dare valore all’europeizzazione perché abbiamo visto che non basta avere punti comuni come la moneta unica. Bisogna fare un lavoro impegnativo con la futura classe dirigente, cioè noi” ci ha spiegato Barbara Graffino, delegata torinese.

E proprio di europeizzazione e di formazione ai giovani ha discusso il leader dell’UDC Pier Ferdinando Casini nel suo intervento allo Yepp: “Ciò che cerchiamo è una forte spinta al cambiamento che si può ottenere solo attraverso le future generazioni. Sia nella vita che nella politica il problema è sempre la misura delle cose, dobbiamo imparare e insegnare a moderarci per ottenere risultati concreti e soprattutto dobbiamo verificare quali sono i nostri punti di partenza”. Casini ha spiegato che in Italia e in Europa spesso si parla di accettazione di una società multiculturale e multietnica senza renderci conto di convivere già con questo tipo di società. “La svolta sarebbe porci a tutela delle differenze, capire la reciprocità delle cose e soprattutto dar voce alla libertà religiosa, quest’ultima è una frontiera ineludibile” ha affermato il leader. Si è discusso anche di tolleranza e razzismo e Casini si è così espresso: “L’antidoto al razzismo è una politica che fa il suo lavoro e recupera i valori. I giovani partecipano sempre meno alla vita politica perché è diventata estranea ai cittadini”. Citando una frase di Papa Giovanni Paolo, il leader dell’UDC ha parlato anche dei recenti fatti di cronaca in Egitto: “Nessuna guerra si fa in nome di Dio. Piuttosto dovremmo impegnarci a recuperare un senso patriottico utile”.

Dalla politica estera a quella di casa nostra il salto è stato breve: “Voglio concludere dicendo che il vecchio stereotipo che vede il Mezzogiorno come la palla al piede d’Italia è assolutamente falso. Questa terra può e deve rialzare la testa con orgoglio, ci sono tantissimi aspetti positivi” ha dichiarato l’Onorevole.

I giovani delle delegazioni straniere hanno apprezzato l’intervento come ci ha raccontato la svedese Andrea Mattisson: “Casini è stato molto diretto, sa come parlare ai giovani. Anche io credo che sia importante stabilire uguaglianza ed equilibrio tra tutti i cittadini d’Europa e del mondo. La tolleranza è un bene, la guerra non porta a nulla di buono”. Anche i delegati italiani hanno espresso i loro commenti: “Il discorso è stato convincente ma noi conosciamo bene i problemi della nazione. Il lavoro deve partire dai centri di formazione, dalle università. Incrementare progetti di mobilità, offrire più opportunità, equiparare i titoli di laurea: sono questi i punti importanti dell’europeizzazione” ci ha spiegato Francesco Nicotri. Altro appunto fatto dai delegati italiani è la mancanza di conoscenze linguistiche, Barbara Graffino ha raccontato: “In ogni parte del mondo la lingua più parlata è l’inglese. Tantissimi ragazzi italiani non lo parlano, questo è indecente poiché limita i contatti col mondo intero”. Gli italiani hanno parlato anche di Ddl Gelmini affermando che la riforma è si necessaria ma non come è stata articolata: “Prima di tutto si dovrebbe collegare università e impresa, in secondo luogo dare spazio alla tanto urlata meritocrazia” ha continuato Barbara.

I delegati hanno tanta voglia di mettersi insieme per costituire una classe dirigete del futuro competente e aperta ai cambiamenti. Le parole chiave? Mobilità e cooperazione.

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