Biofordrug: bio-diagnosi per l’Alzheimer

dicembre 6th, 2010

Si è svolta  nella sontuosa cornice del Politeama di Palermo, la finale nazionale tra le migliori idee imprenditoriali innovative nate dalla ricerca scientifica italiana che si sfidano in occasione dell’VIII edizione del PNI 2010, Premio Nazionale per l’Innovazione, la più importante manifestazione nazionale nell’ambito della creazione di giovani imprese, proveniente da attività di ricerca, patrocinate da PNICube, l’associazione degli incubatori e delle business plan competition accademiche italiane.

Settanta i progetti di impresa in gara, selezionati dalle Start Cup regionali organizzate da 44 Università italiane e dal CNR, Consiglio Nazionale delle Ricerche.

Dell’Università degli Studi di Bari ha partecipato il primo classificato nella competizione Start Cup 2010 Puglia, lo spin-off del settore biotecnologie-salute “BIOFORDRUG” maturato nell’ambito dell’attività di ricerca di un gruppo di ricercatori  della Facoltà di Farmacia e composto dai proff. Berardi F., Colabufo. N., Ferorelli S., Leopoldo M., Perrone R. e dai dr. Abate C., Contino M., Lacivita E. e Niso M.

Nella competizione nazionale PNI 2010 di Palermo  BIOFORDRUG si è classificato tra le 10 migliori idee imprenditoriali innovative ed il prof. Nicola Colabufo, in qualità di referente scientifico del progetto, ha ricevuto il premio speciale “UK Trade & Investment ( UKTI )” per la internazionalizzazione del progetto innovativo.

Tale premio è messo a disposizione annualmente da parte della UK-Italy Enterpreneurship Award, l’Agenzia governativa presso la Missione diplomatica britannica in Italia che promuove gli investimenti ed i rapporti commerciali tra aziende britanniche ed italiane, offrendo anche un congruo periodo di incubazione in UK durante il quale si potrà usufruire di strutture e di servizi presso incubatori britannici per crescere a livello internazionale.

Il prestigioso premio sarà consegnato con cerimonia ufficiale al prof. Colabufo da S.E. l’Ambasciatore britannico in Italia durante “UK-Italy business Awards” a Milano il 20 gennaio 2011 a Palazzo Mezzanotte, sede della Borsa Italiana.

L’idea imprenditoriale innovativa di BIOFORDRUG consiste nella progettazione e sintesi di radiofarmaci da utilizzare per una diagnosi precoce, mediante PET di malattie neurodegenerative, quali l’Alzheimer, e di patologie tumorali.

Recenti ricerche scientifiche, a cui ha contribuito BIOFORDRUG, hanno dimostrato come l’origine del processo neurodegenerativo dell’Alzheimer abbia inizio circa 20 anni prima dell’evidenza clinica e che questo è legato ad un’alterazione numerica e funzionale di una proteina, la glicoproteina-P (P-gP), che svolge un ruolo protettivo nel sistema nervoso centrale.

Infatti con un normale funzionamento della P-gp gli oligomeri del peptide beta amiloide vengono smaltiti bene, mentre quando la stessa comincia ad essere poco attiva gli oligomeri rimangono in cellula accumulandosi per dare origine alle placche.

BIOFORDRUG ha sviluppato e sperimentato radiotraccianti PET che permettono di monitorare e studiare, ab initio, l’attività e l’evoluzione della P-gp  implicata nel processo neurodegenerativo.

Alcuni radiotraccianti sviluppati da BIOFORDRUG hanno già superato la fase preclinica e sono in corso di sperimentazione su 13 malati di Alzheimer dell’Istituto di Medicina Nucleare di Amsterdam, partner scientifico del progetto.

Inoltre BIOFORDRUG è già attivo in un network europeo con l’Istituto di Medicina Nucleare di Amsterdam e con importanti multinazionali farmaceutiche (IBA Molecular, BV Cyclotron e Bayer Schering Pharma) in un programma quadriennale (2010-2014) di sviluppo e produzione di radiotraccianti per la diagnosi precoce dell’Alzheimer mediante PET.

L’interesse è notevole in quanto il numero di malati di Alzheimer è in forte crescita ed il fenomeno è strettamente correlato all’aumento della durata della vita; si è concordi nel ritenere che se si riesce a fare una diagnosi precoce si ha più possibilità di intervenire per rallentare la progressione della malattia.

Uno screening di base su soggetti a rischio per familiarità o per esposizione a fattori di rischio permetterebbe di ridurre il forte impatto sociale, di contenere il costo e il management sanitario relativo a tale patologia ed allo stesso tempo di programmare una gestione terapeutica efficace.

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