Il confronto non s’addice al ministro

ottobre 6th, 2008

gelmini.JPGPer rispondere alle critiche e alle contestazioni di queste settimane, culminate nel “No-Gelmini Day” del 2 ottobre, il ministro dell’Istruzione non ha cercato l’incontro vis-à-vis coi suoi oppositori, ha scelto un comodo e amichevole studio televisivo: non uno a caso, ma quello di “Questa Domenica” su Canale 5. Si sa: la location è un fattore da non sottovalutare. Non c’è stato un confronto con le parti interessate dalla Riforma (studenti, genitori, insegnanti, presidi), ma piuttosto un discorso programmatico del ministro sotto forma d’intervista. Senza contraddittorio.

Punti fermi. Mariastella Gelmini ha difeso, con le argomentazioni di sempre, la scelta “pedagogica” del maestro unico, rassicurando al contempo i genitori sulla tenuta – anzi sul potenziamento – del tempo pieno, e ha indicato quali saranno i prossimi passi che farà per arrivare alla “sua” scuola.

Pulpito televisivo. Il ministro dell’Istruzione si è detta felice di potersi rivolgere, dagli schermi tv, direttamente alle famiglie e ha puntato l’indice sulla «cattiva informazione» che si sta facendo su alcune questioni come quella, appunto, dell’abolizione dell’équipe di insegnanti alla scuola elementare.

Spesa diversificata. Chiarito per l’ennesima volta che spendere in modo diverso è un «must», la Gelmini ha ribadito l’intenzione del governo di dare ai docenti gli strumenti e le gratificazioni necessarie per svolgere al meglio il loro importante compito: «L’aggiornamento degli insegnanti è un elemento fondamentale: 150 ore certamente non bastano, ma noi abbiamo a disposizione molti fondi che ci derivano dall’Unione europea e che vogliamo investire nella formazione degli insegnanti ai quali va però garantito un percorso professionale».

Meno burocrazia. Per aiutare la categoria il ministro intende anche spazzare via un po’ di inutili passaggi burocratici. «Abbiamo meccanismi che appesantiscono la vita dei professori. Il docente non è chiamato più solo a insegnare, ma a una serie di incombenze, di riunioni, di adempimenti burocratici che non servono a nulla. Allora togliamo la burocrazia, semplifichiamo il linguaggio anche delle circolari, riduciamo il numero delle norme».

Scuole? Fondazioni. Insegnanti più considerati, dunque, ma anche scuole gestite in modo diverso. Bisogna trasformarle, che siano statali o non statali – ha sostenuto il ministro Gelmini – in fondazioni dove ci sia una partecipazione ampia delle famiglie. «E sarei anche dell’idea – ha aggiunto – di accogliere esperienze positive come quella della regione Lombardia sulla “dote” e il “buono scuola” per consentire davvero una crescita media del livello della qualità della scuola stessa».

Nuova Maturità. E tra le tante novità in cantiere, il ministro ha segnalato anche un restyling dell’esame di Stato: «Al Ministero è al lavoro una Commissione che si sta occupando di come rivedere la maturità e renderla più aderente alle esigenze di oggi». Ma niente paura: per l’anno scolastico in corso niente rivoluzioni in vista, resterà tutto uguale. O quasi.

Manuel Massimo

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