Guida alla scelta della facoltà
Medicina e Chirurgia

agosto 16th, 2008

medicina.jpgI consigli dei docenti per affrontare al meglio il proprio percorso di studi. Nella nostra Guida in edicola: tutti i corsi di laurea, le città dove studiare, le dritte dei laureati, gli sbocchi occupazionali e la voce delle aziende.

C’è chi pensa che sia una vocazione e chi una professione come tutte le altre. Elvio Covino, preside della facoltà di Medicina del Campus Biomedico di Roma, che ci ha aiutato a delineare alcuni aspetti di questo corso di studi, appartiene al primo gruppo. “C’è una predisposizione naturale, non tutti sono tagliati per diventare medici”.

Come è possibile capire una reale predisposizione alla professione?
Personalmente credo poco all’influenza esterna come quella dei familiari. Certamente una persona cara che svolge la professione può avere un ruolo importante come guida, ma la propensione deve coincidere con la disponibilità. Ed è difficile riconoscerla da fuori.

Neanche con i test di selezione?
I test sono il modo oggi ritenuto più oggettivo per selezionare gli studenti. Non stabiliscono certo le capacità di un ragazzo, ma poiché è necessario ridurre gli accessi, in qualche forma lo si deve pur fare. Per alcuni aspetti è un meccanismo ingiusto, draconiano. Non è certo il test a stabilire se una persona è idonea a frequentare Medicina, lo sarà piuttosto la selezione naturale che si verifica nei primi anni.

Crede che tutti i futuri medici riusciranno agevolmente a trovare lavoro?

Tranne in alcuni settori in cui la domanda è in evoluzione, quasi tutti avranno uno sbocco certo. Secondo recenti calcoli, nel 2025 ci sarà una totale corrispondenza tra domanda e offerta.

Quali sono gli indirizzi più richiesti e quelli più inflazionati?
In cardiochirurgia ad esempio c’è ridondanza, mentre specializzazioni come radiologia, anestetologia e dermatologia sono meno frequentate e c’è una buona offerta. Bisognerebbe rivedere le logiche delle scuole di specializzazione.

Cosa consiglierebbe ai neodiplomati che desiderano affrontare la selezione di settembre?
Per quanto riguarda la professione, direi che la determinazione è indispensabile per superare anche i momenti critici. Per la preparazione del test consiglio di essere costanti: godersi un po’ di svago ogni giorno, ma esercitarsi altrettanto quotidianamente. L’allenamento sistematico è necessario per non perdere l’abitudine a riflettere rapidamente durante un test.

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One Comment

  1. ATTILA says:

    secondo me la selezione si deve fare nei primi tre anni di studi,io provo da tempo ma senza successo,spero ke qst anno sia l ultima volta.cordiali saluti

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