Nuove regole per i prof a contratto

luglio 11th, 2008

doc.bmpI docenti a contratto hanno una nuova normativa che regola il loro lavoro. Il ministro Maria Stella Gelmini ha da poco firmato un decreto che disciplina “i criteri e le modalità per il conferimento da parte degli atenei di incarichi di insegnamento gratuiti e retribuiti” ponendo fine ad un vuoto legislativo che per anni ha contraddistinto questa figura.

In attuazione della legge Moratti, il ministro nel testo stabilisce che in base alle proprie esigenze didattiche e alle disponibilità di bilancio, “gli atenei possono affidare a soggetti italiani o stranieri, docenti e non, in possesso di determinati requisiti scientifici, incarichi di insegnamento annuali o pluriennali”. Il testo introduce anche l’entità del compenso, che deve ammontare a circa 10-15mila euro l’anno.

I docenti-non docenti quindi hanno finalmente un regolamento a cui appellarsi. E se fino ad oggi, con l’introduzione del “3+2” hanno spesso popolato le facoltà in numero maggiore dei colleghi accademici doc, dal prossimo anno sono destinati a diminuire per effetto delle norme introdotte dall’ex ministro Mussi, secondo cui almeno il 50% del personale docente dovrà essere utilizzato per la didattica.

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4 Comments

  1. Miriam Pellegrino says:

    Esisteva già un regolamento: DM 21 maggio 1998 n.242
    In quale articolo del DM 8 luglio 2008 è previsto il compenso di 10/15 mila euro?
    Quali sono le differenze sostanziali tra la precedente disciplina e quella attuale?
    Grazie.

  2. donato says:

    Il sig. Mussi, il peggiore ministro dell’ università che l’ Italia avesse mai avuto, aveva totalmente ignorato la questione dei professori a contratto.
    Grazie quindi alla Gelmini per avere dato più risalto a questo ruolo. Ma a me chi mi restituisce il contratto presso la facolta di Architettura che la Federico II di Napoli mi ha tolto dopo otto anni di grande impegno didattico ed economico a causa di un regolamento pazzesco, costruito ad hoc da qualcuno ? Se qualcuno si trova nelle mie condizioni mi risponda.

  3. alma says:

    Sono docente a contratto da ben…12 anni e più volte,nel tempo,ho pensato di dover “gettare la spugna” e abbandonare l’Università : troppo impegno, troppe spese,troppa precarietà …!
    Poi,anno dopo anno,ho sempre resistito,per il piacere che mi dava l’insegnamento e…per tanti altri motivi che sarebbe difficile spiegare ed elencare.
    Finalmente,oltre la soddisfazione personale di non sentirmi più una “aliena”,potrò ambire ad una più equa compensazione economica…
    Grazie di cuore al Ministro Gelmini!

  4. andrea says:

    era ora! forse non tutti sanno che interi corsi di laurea sono stati costruiti sulle forze di professori a contratto pagati -nella migliore delle ipotesi- 800 euro l’ANNO!!!
    non pensavo di dover ringraziare un ministro dello schieramento politico opposto al mio, ma sento il dovere di farlo perchè ha ridato dignità al lavoro di migliaia di colleghi a contratto, totalmente ignorati da Mussi.

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